SABATO
28 MARZO L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI MARIO DE LUCA
“ESSEREAPPARIRE”, PRIMO EVENTO DELLA RASSEGNA ARTE
AL CHIODO
Sabato
28 marzo alle ore 18,30 si terrà presso Il Chiodo di
Sermoneta, lo spazio d’arte che affaccia sulla piazza
del Popolo della cittadina lepina, l’inaugurazione della
personale di Mario De Luca.
La mostra dedicata allo scultore, intitolata “Essereapparire”,
rappresenta il primo appuntamento della rassegna “Arte
al Chiodo 2009” curata da Claudio Muolo.
All’inaugurazione interverranno Giuseppina Giovannoli,
il sindaco del Comune di Sermoneta che ha patrocinato l’evento,
il presidente dell’Associazione Culturale Il Chiodo di
Sermoneta, Luigi Ferdinando Giannini ed il presidente dell’Associazione
Italiana Per La Cultura, Giulio Caporaso.
Mario De Luca, classe 1959, è uno scultore dalle intense
ed inconfondibili qualità espressive, oltre che pittore
dalle accese tonalità astratte. Grazie alle inconfondibili
opere scultoree, forgiate in metallo e vetro, la sua notorietà
si è estesa gradualmente in Italia ed oltre i confini
nazionali.
Ha esposto sculture e tele a Milano, Roma, Reggio Calabria,
Bari, e persino a Madrid ed a Windsor dell’Ontario, in
Canada, dove un suo bellissimo Crocifisso in metallo alto due
metri, fa da sfondo ormai da due anni nel catino absidale del
Santuario della Madonna di Canneto.
La peculiare e possente espressione dell’artista attira
sempre più l'attenzione e l'ammirazione internazionale
di critici d’arte e di amatori, interessati non solo alle
grandi opere ma anche alle sue mirabili invenzioni di monili
ed oggetti d’arredamento
Nel 2001, inoltre, Mario De Luca ha realizzato un’opera
per Papa Giovanni Paolo II, e dal 2003 è presente nella
collezione "A tutto tondo" di Duilio Zanni presso
il Museo della Permanente di Milano.
«Le sue sculture – afferma il critico Rocco Pellegrini
- composte di materiale eterogeneo recuperato nell'urbanità
quotidiana, sono animate da figurazioni assurde e grottesche,
con impeti drammatici e fortemente simbolici. I materiali di
recupero urbano sono borchie di metalli, pezzi di vecchi lampadari,
catene, pezzi di rame corroso, il tutto tenuto insieme da una
struttura composta da filo di ferro. Mario De Luca ha la forza
di tirare fuori da questi oggetti intrisi di vita vissuta, un
nuovo senso, restituendo nuova forma e significato agli oggetti.
Per un po’ ho creduto che l'opera grafica e scultorea
di Mario De Luca avesse a che fare con qualche forma di creatività
totalmente spontanea. Invece mi sono reso conto di quanto fosse
densa di contenuti drammatici e di richiami simbolici. Che l'ironia
e il grottesco fossero il risultato di un alleggerimento di
una tensione fortissima che è nelle sue opere.I denti
aguzzi dei suoi "pescecani" famelici e beffardi; sono
in realtà la sete dì potere delle persone che
ambiscono a creare catastrofi, esplosioni atomiche, genocidi».
Le sculture di De Luca, sono la metafora triste dei diseredati
del mondo.
«Le loro "contorsioni assurde", sono molto reali,
perché sono le contorsioni del popolo degli oppressi
il materiale usato nelle sculture è composto da elementi
metallici di scarto, come scarto vengono considerate le persone
ai margini del mondo, trovati spesso in posti dove vi sono rifiuti
di ogni sorta, dove la gente "per bene" va a depositare
ciò che non usa più. Mario De Luca, è lui
che ci pensa; fa un riciclaggio tutto speciale, rispettando
la simbolicità che è connaturata alle materie
assemblate per una nuova considerazione estetica o etica. La
loro apparente, grottesca, aggressività, è in
realtà velata da una impalpabile delicatezza, e da una
non ben definita voglia di acclamazione sociale».
La mostra “Essereapparire” di Mario De Luca sarà
visitabile fino al 3 maggio presso lo spazio d’arte “Il
Chiodo di Sermoneta”, in piazza del Popolo 13.