Secondo appuntamento per la rassegna
“Arte al Chiodo” 2010 a Sermoneta
Sabato 8 maggio alle 19,30
inaugurazione della personale di Debora Mondovì
Prosegue
la seconda edizione della rassegna Arte al Chiodo, curata da
Claudio Muolo presso lo Spazio d’Arte “il Chiodo
di Sermoneta”. Sabato prossimo, 8 maggio, lo Spazio d’Arte
che si affaccia sulla piazza del Popolo della cittadina medievale,
ospiterà a partire dalle ore 19,30 l’inaugurazione
della personale di Debora Mondovì, intitolata “Vuoti-pieni
Silenzi-suoni”. Questa mostra rappresenta un momento di
sintesi del percorso artistico della scultrice, la cui ricerca
ha sempre avuto uno stretto legame con la musicalità
delle forme fino a giungere oggi alla completa fusione con il
suono elettronico grazie alla stretta collaborazione con la
compositrice Silvia Lanzalone.
Le sculture in terracotta in esposizione sono tutte realizzate
con la tecnica a colombini, e la variazione cromatica è
data dall’utilizzo di differenti argille talvolta ingobbiate.
Questa tecnica, molto antica e da sempre utilizzata dall’artigiano,
permette di creare forme vuote e aperte, in modo da creare un
continuo dialogo tra lo spazio esterno e quello interno alla
scultura, tra la presenza e l’assenza di materia.
Oltre alla terracotta Debora si è appassionata anche
alla lavorazione del legno e della corda, materiale quest’ultimo
che ha suscitato in lei un fascino particolare sia da un punto
di vista estetico che di metodologia di lavoro. Ogni differente
materiale rappresenta per l’artista anche una differente
idea di tempo o ritmo della vita: così la pietra, inserita
integra, simboleggia l’eternità del tempo che non
porta i segni della nostra vita, ma quelli della vita; la creta
invece indica il tempo che passa velocemente, le dita che plasmano
l’argilla registrano ogni istante nel suo divenire; e
infine la corda, che porta in se il movimento ripetitivo e costante
della mano, un ritmo mantrico capace di educare all’attesa
e alla riflessione.
La mostra, aperta da sabato 8 maggio a domenica 6 giugno con
ingresso gratuito, racchiude anche due momenti performativi,
durante i quali la voce poetica di Simonetta Sterpetti si farà
portavoce dell’incontro tra forma e suono; alla voce dell’interprete
sarà quindi lasciato l’impervio compito di prendere
per mano l’arte del suono e l’arte della forma per
lasciarle poi andare all’unisono.
Il primo evento performativo in programma, previsto per sabato
8 maggio, avrà come protagonisti il suono del Kyotaku
(flauto giapponese) suonato da Marco Cambon e la voce poetica
di Simonetta Sterpetti che reciterà brani da lei scelti
per l’occasione.
Il secondo, invece, è programmato per sabato 29 maggio
e avrà ancora come protagonista la voce poetica di Simonetta
Sterpetti in dialogo, questa volta, con una scultura sonora
della Mondovì, la cui musica integrata è opera
della compositrice Silvia Lanzalone. L’opera scultorea
è stata progettata per risuonare a determinate frequenze
dello spettro acustico e consiste di elementi cavi di diverse
dimensioni entro cui i suoni vengono amplificati ed elaborati
coerentemente alla conformazione e grandezza della cavità.
L’installazione sonora resterà in esposizione fino
al termine della mostra.
Tutti gli autori dei due eventi, a un diverso livello, hanno
in comune la capacità coltivata nel tempo di trasmigrare
da una situazione all’altra: dal suono al silenzio, dal
dentro al fuori… dal pieno al vuoto; da un tempo infinito
a un istante.
Tra le opere, tre quadri di Robert Kilarski e alcune lampade
artistiche dello studio maRAMEo..
«Le opere di Debora Mondovì – ricorda Luigi
Ferdinando Giannini, presidente dell’Associazione culturale
“il Chiodo di Sermoneta” – racchiudono una
grande forza comunicativa, che troverà una sublimazione
ed un arricchimento nei momenti in cui ad esse saranno abbinate
musica e poesia. La rassegna Arte al Chiodo prosegue con grande
successo, e su livelli di altissima qualità».
Anche Arte al Chiodo 2010, è patrocinata dal Comune di
Sermoneta: per ulteriori informazioni è possibile visitare
il sito internet www.ilchiododisermoneta.it.
Debora
Mondovì
(Roma, 1965), vive e lavora a Roma dove fin dal 1977 pratica
l'arte della ceramica. Dal 1994 insegna ceramica nel proprio
studio e presso diverse strutture pubbliche. Si è diplomata
in scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma seguendo
contemporaneamente un corso di Pittura tenuto da Emilio Vedova.
Negli anni a seguire ha approfondito le tecniche della ceramica
contemporanea, quali il raku, l'alta temperatura e le cotture
gres salato. Ha inoltre frequentato un corso di scultura su
pietra e marmo tenuto dallo scultore Cesare Riva a Pietrasanta.
L’intento del suo operato è quello di creare un
continuo dialogo tra gli spazi interni alla scultura e quelli
esterni; su questi presupposti comincia un percorso di interazione
con la musica contemporanea fino ad approdare nel 2005 nel gruppo
Terra and Bits (gruppo d’arte elettroacustica) composto
dalla medesima e dai compositori Silvia Lanzalone e Fausto Sebastiani
con i quali continua ancora oggi a collaborare e sperimentare.
Robert
Kilarski
(Polonia 1968), artista agli esordi che predilige l’utilizzo
della materia per dare colore alle sue opere, molto rigorose
ed equilibrate.
Silvia
Lanzalone
(Salerno 1970) è flautista, compositrice e docente di
Musica Elettronica presso il Conservatorio Statale di Musica
“G. Martucci” di Salerno.La sua produzione musicale
è prevalentemente orientata verso la sperimentazione
di nuove soluzioni espressive e linguistiche ed è realizzata
con tecnologie informatiche che consentono l'elaborazione del
suono in tempo reale. Negli ultimi anni l’interesse è
prevalentemente rivolto alla creazione di opere caratterizzate
da una componente gestuale ed estemporanea in cui l’utilizzo
del calcolatore è spesso integrato alla realizzazione
di strumenti interattivi e installazioni sonore d’arte.
L’attenzione all’elemento visuale proviene da un’estetica
che considera l’opera d’arte come un’esperienza
intermediale, in cui possono convergere diversi ambiti percettivi.
Le opere più recenti sono state realizzate in collaborazione
con strumentisti, danzatori, registi, attori, artisti visivi.
Simonetta
Sterpetti
Scrive. Autodidatta, si è dedicata alla Pittura e alla
Fotografia. Dal 1988 al 2002 prende parte al gruppo "Donna
e Poesia" presso la Casa Internazionale della Donna, a
Roma, con il quale organizza incontri con poete, scrittrici,
traduttrici, Recitals vari ed un Premio di Poesia a cadenza
annuale. Dal 1991 al 1994 partecipa al Laboratorio Teatrale
integrato a cura dell'Associazione "Franco Basaglia ' 84"
presso il Padiglione 19 nel Comprensorio del S.Maria della Pietà
che mette in scena a fine anno, quattro diversi Spettacoli presso
teatri cittadini. Nel 1992 pubblica l'Antologia di poesie "Quadrangolo"
Ed.Fermenti. Riceve nel tempo qualche segnalazione per suoi
testi poetici. Si è occupata di laboratori espressivi
rivolti a bambini, a persone con disagio psichico (pittura e
scrittura).
Marco
Cambon
Tutto inizia dalle sue esperienze di meditazione, dove conosce
Prashantam, conduttore di gruppi e cultore dello stile di vita
Zen, allievo di Koku Nishimura, costruttore di flauti e capo
della corrente giapponese zen Tani ha. Da lui, nel 2005 ascolta
per la prima volta, in meditazione, il suono del Kyotaku. A
luglio del 2006 riceve in dono il Kyotaku e inizia a respirarci
dentro nelle sue meditazioni, praticando il suono istintivo,
alla ricerca della propria emotività. Riceve solo due
lezioni dal maestro di Kyotaku, quindi può definirsi
autodidatta.
Kiotaku in giapponese significa “suono del vuoto”.
Questo strumento si suona in meditazione. Attraverso l’azione
combinata del suono e della lenta respirazione avvicina a una
condizione di vuoto interiore.
